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R. F. Kuang

Vita dell’autrice e formazione


Foto dell'autrice Rebecca F. Kuang per Interview Magazine

Le opere


Il suo primo libro, La guerra dei Papaveri (definito dal Publishers Weekly “a strong and dramatic launch to Kuang’s career”), viene pubblicato nel 2018. Si tratta di un fantasy grimdark, cioè un sottogenere particolarmente dispotico, ambientato nella Cina della metà del XX secolo, e ispirato alla Seconda guerra sino-giapponese. A questo libro seguono La repubblica del drago nel 2019 e La dea in fiamme nel 2020, creando una trilogia, la Poppy War Trilogy. Le opere hanno riscosso un enorme successo, tanto che il Times le ha inserite nella classifica The 100 Best Fantasy Books of All Time. Nell’agosto del 2022 esce Babel, il suo quarto romanzo, che compare già nella seconda settimana di settembre dello stesso anno nella lista dei best seller del New York Times. Un anno dopo, nel 2023, c’è il rilascio di Yellowface.

Intervista all’autrice


R.F. Kuang in questa intervista tratta diversi argomenti. Per prima cosa racconta di come abbia tratto ispirazione dai romanzi vittoriani. Poi discute della scelta di Oxford, un luogo speciale nell’immaginario popolare e per molti altri autori di fantasy. Rilevante è inoltre la spiegazione del ruolo delle note a piè di pagina nel libro, che riprende da opere come La tetralogia di Bartimeus di Jonathan Stroud e Jonathan Strange & il signor Norrell di Susanna Clarke. La Kuang spiega come il narratore principale sia diverso dal narratore delle note: il primo è un narratore inattendibile perché la focalizzazione della narrazione è su Robin, mentre l’altro ha il vantaggio di muoversi diversamente nel tempo e nello spazio proprio perché svincolato dalla prospettiva del personaggio. Si affrontano inoltre argomenti come il valore dell’amicizia, parte integrante del libro e del genere dark academia, e l’importanza di leggere ampiamente, consiglio che la Kuang dà per i giovani scrittori. L’intervista si conclude parlando della comunità di BookTok, che l’autrice apprezza pur ammettendo di non guardare molto TikTok.